LE REGOLE … e l’Italico vizietto
03 marzo 2009
Prima di siglare il Contratto Integrativo d’Istituto per l’anno scolastico 2008/09, la R.S.U. ha regolarmente svolto come da consuetudine ormai consolidata negli ultimi quattro anni, le Assemblee del personale al fine non solo di illustrare le risultanze del pre-accordo, ma soprattutto di recepire eventuali proposte da inglobare o rettificare nel contratto definitivo.
Mentre l’Assemblea dei Docenti avanzando delle proposte che in buona parte venivano poi recepite nell’accordo finale, l’Assemblea Ata sostanzialmente non avanza nessun tipo di proposta, se non riproponendo farsesche pretese a titolo “personale” che nulla hanno a che fare con lo spirito letterale della contrattazione.
Non solo, ma terminata la fase delle Assemblee, partono richieste da parte di personale Ata indirizzate all’Amministrazione di revisione della bozza di accordo, tese ad un presunto riconoscimento economico a fronte sempre di un presunto impegno non sufficientemente previsto in tale bozza d’accordo.
Infatti nell’ultimo incontro di contrattazione così come risulta dal verbale del 27 gennaio 2009 la R.S.U. viene informata dall’Amministrazione di tutte queste richieste e che tali richieste non possono essere assolutamente accettate dall’Amministrazione.
Un bel risultato, non c’è che dire da parte di coloro i quali hanno ben inteso le “regole di contrattazione” non sapendo e non potendo argomentare o riuscire a proporre pubblicamente in Assemblea tali richieste, hanno inteso aggirare il problema, secondo l’antico costume in voga nel nostro Istituto, che basta aggirare l’ostacolo (R.S.U.) e tutto si risolve.
Naturalmente, l’Amministrazione, ha avuto buon gioco nel rigettare tali richieste ribadendo ancora una volta che era stata violata la prassi che vede l’Amministrazione confrontarsi con la R.S.U., unica titolata a trattare in rappresentanza del personale.
E’ doveroso precisare l’anomalo percorso di tali richieste girate direttamente all’Amministrazione e non alla R.S.U.
Costoro, i richiedenti, con le loro richieste anomale, non solo continuano di fatto a delegittimare la R.S.U. ma, così agendo pensano, di riuscire ad ottenere quello che “limpidamente” non possono ottenere in quanto trattasi di richieste fuorvianti e prive di fattibilità.
Un esempio illuminante è la richiesta del collaboratore scolastico che per svolgere il “servizio posta” richiedeva un riconoscimento di €………! L’Amministrazione rivedendo le modalità organizzative, ha di fatto cancellato un’attività che fino all’altro ieri era oggetto di riconoscimento economico.
Un bel risultato per la categoria non c’è che dire soprattutto per il richiedente e, magari, per il suo eventuale suggeritore di strategia sindacale.
Un ulteriore esempio dell’assistente tecnico che, richiede un riconoscimento per un maggior impegno nei laboratori (a guardare i nuovi quadri orari non si direbbe, anzi……. ) sorvolando sul piccolo particolare che a far data dal 1^ dicembre 2008 è intervenuta una modifica del piano di lavoro a seguito della riorganizzazione dell’area tecnica.
Va da sé che al tavolo contrattuale la R.S.U. può avere voce in capitolo se rappresenta situazioni reali, ne ha molto meno, se l’Amministrazione evidenzia comportamenti poco etici e professionali da parte di alcuni.
Il verbale finale anzidetto del 27 gennaio u.s., mette in evidenza quanto detto e la lunga sequela di “NEGATIVO”, quali risposte dell’Amministrazione alle richieste della R.S.U., stanno lì a dimostrarlo.
C’è da chiedersi allora a questo punto: ma tali richieste, di cui si menziona nel verbale, potevano essere rappresentate in maniera diversa al fine di poter ottenere un risultato positivo per le aspettative del personale da parte dell’Amministrazione?
Alla futura R.S.U. il dilemma…….della risposta.
Gianni Milano
Componente R.s.u. uscente